VOCULANZÌCULA (L’altalena)

VOCULANZÌCULA (L’altalena)

commedia comica in tre atti di Nino Martoglio

26, 27 e 28 maggio 2017

Martoglio, grande osservatore del mondo circostante, giornalista dalle grandi e importanti battaglie, intellettuale vivace ed eclettico, capocomico coraggioso ed intraprendente, eccellente commediografo ed interessante regista cinematografico. Molto attento agli usi, costumi e linguaggi di quanti si muovevano nel contesto politico/sociale del tempo, riuscì sempre, nelle sue opere, a mettere in risalto la vivacità, l’intelligenza e, perché no, la furbizia del popolo etneo, nelle molteplici sfaccettature. Ecco che, grazie alla memoria storica, riesce a fare interagire i suoi personaggi affidando loro il compito di evidenziare le tante diverse caratteristiche umane, in una moltitudine di “tipi” e “caratteri” che contribuiranno in maniera importante a rendere “L’altalena” uno dei suoi lavori più divertenti e rappresentati.

La prima messa in scena risale al 1912 grazie ad uno dei più grandi attori siciliani della storia: Giovanni Grasso. Ma non devono essere dimenticate, tra le altre, le interpretazioni di Angelo Musco, Rosina Anselmi e Turi Ferro; quest’ultimo ne fece il suo cavallo di battaglia in una edizione particolarmente accattivante e comica.

La trama

Ambientata in un salone da barba di Catania nei giorni dei festeggiamenti della patrona Sant’Agata, la storia vede Ajtina, giovane orfana abbandonata dal fidanzato Mariddu, confortata dalla famiglia di lui e, in particolar modo, dal fratellastro Neli. Mariddu da sfogo alla gelosia e ferisce Ajtina con un coltello. L’uomo viene arrestato e, una volta uscito dal carcere, ritorna dalla donna che, però, non ne vuole più sapere di lui decidendo di sposare Neli.

In “Voculanzìcula (L’altalena)”, però, l’attenzione dello spettatore è catturata principalmente dalla presenza comica di Ninu e Pitirru (giovani di bottega) e dalle loro tantissime gag. Pare che secondo la leggenda teatrale, la durata di questa commedia dipenda dalla reazione del pubblico che, di volta in volta, offre agli attori stimoli e spunti per inserire nuove gag e “allungare” lo spettacolo.

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